Quando si scambiano informazioni critiche attraverso la rete, è necessario garantirsi che queste non possano essere intercettate da estranei. Anche se è alquanto improbabile che questo avvenga nei confronti dell'utenza privata, dato il costo di operazioni di spionaggio del genere, la possibilità teorica esiste, essendo i dati trasmessi "in chiaro".

Le tecniche di crittografia (encryption), aumentano le difficoltà di intercettazione, rendendo praticamente protetti i dati che hanno validità o criticità limitata nel tempo.

Esistono diversi metodi (algoritmi) di cifratura, i più usati sono:
DES (Data Encryption Standard)
Sviluppato nel 1977, usa una chiave di cifratura di 56 bit, che con il progresso della velocitÓ di calcolo, si dimostra ora troppo corta.
AES (Advanced Encryption Standard)
Sviluppato nel 2001, usa chiavi di cifratura di 128, 192 o 256 bit.
Crittografia asimmetrica (a due chiavi)
Usa una coppia di chiavi per cui un messaggio cifrato con una delle due, può essere decifrato solo con l’altra chiave della coppia.
I metodi DES e AES sono definiti Simmetrici perché utilizzano la stessa chiave sia per cifrare che per decifrare. Come conseguenza presentano il problema dello scambio della chiave che deve essere disponibile sia a chi trasmette che a chi riceve.
Il metodo asimmetrico si presta invece ad usare le due chiavi, che sono aritmeticamente intercambiabili, definendone una come pubblica, distribuibile senza problemi anche su una comunicazione in rete non protetta.
Per inviare dati il mittente dovrà cifrarli con la chiave pubblica del destinatario, il quale li decifrerà con la propria chiave privata (che tiene segreta).
Da notare che il messaggio cifrato non è decifrabile da estranei, ma nemmeno dallo stesso mittente.